Una lista (mai troppo aggiornata) dei miei libri preferiti.

Non e' una classifica; l'ordine e' del tutto casuale

 

Primo Levi: il sistema periodico. 

C'è da dire che siamo colleghi (anche Primo era un chimico) quindi, forse c'e' un po' di pregiudizio nella mia preferenza. Ma la lucidità' e la precisione che ritrovo nel suo stile sono invidiabili.

 

Jack Kerouac: on the road.

Chi non ha letto questo libro tra i 16 e i 22 anni non lo capirà mai.

 

William Shakespeare: Giulio Cesare.

Il vecchio Will non ha certo bisogno delle mie recensioni...ad ogni modo, non ho ancora capito se Bruto sia un assassino del suo benefattore o un patriota difensore della libertà.

 

Isaac Asimov: il ciclo delle fondazioni.

A distanza di anni ancora sogno le avventure dei personaggi.

 

Fedor Dostoevsky: delitto e castigo.

Ad un certo punto del libro, ero pronto a confessare di aver commesso io stesso l'omicidio pur di finire l'angoscia di Raskolnikov.

 

Primo Levi: se questo è un uomo.

La follia umana raccontata con la lucidità di uno scienziato.

 

Giovanni Guareschi: Don Camillo.

Semplice ma efficace come la gente che descrive.

 

JRR Tolkien: il signore degli anelli.

Un mondo magico inventato (quasi) dal nulla dal suo autore. Un vero playground della fantasia. 

 

Beppe Severgini: un Italiano in America.

Letto tutto d'un fiato sull'aereo che mi portava negli USA, il libro si e' rivelato una specie di "full immersion" preparatoria.  

 

Gore Vidal: Lincoln.

Ma Gore era presente nello studio di Lincoln? Come fa a descrivere cosi' minuziosamente i personaggi? Molto difficile capire dove finisce la storia e dove inizia  la fantasia dello scrittore.