Venerdì 26 Maggio 2006 l'ormai consolidata squadra di esploratori internazionali, composta da Francesca ed il sottoscritto, ha rivolto la propria attenzione verso la Pennsylvania Dutch Country ad appena due ore di macchina dalla propria abitazione...
La Dutch Country prende il nome dagli immigrati di origine tedesca ("dutch" deriva da "deutsch") che si stabilirono qui all'inizio del 1700.
Questi erano prevalentemente dei gruppi di perseguitati per motivi religiosi che vivevano nel sud della Germania ed in Svizzera.
Venivano perseguitati in patria perché si erano staccati dalle religioni ufficiali e predicavano l'anabattismo, ovvero si battezzavano solo in eta' adulta, quando erano consci di quello che facevano.
In America, oltre alla loro religione, hanno portato anche la loro lingua di origine; infatti ancora oggi usano un dialetto di tedesco che chiamano Deitsch e che e' molto simile al Francone usato in Germania ed in Lorena (il Giov mi correggerà qualora fossi stato impreciso...).
Comunemente si pensa che solo gli Amish abitino questa zona e che siano dei pazzi che rifiutano la tecnologia moderna. In realta' la cosa e' un po' piu' complessa, trovandosi nella Dutch country Amish, Mennoniti e Mennoniti del vecchio ordine... e anche con un'infinita' di diverse sfumature!
Gia' mentre progettavamo la vacanza siamo rimasti molto incuriositi dai nomi dei paesi in questa zona. Ne cito alcuni:
- Bird in HandIntercourse
- (il Garzanti-Hazon traduce: "rapporto sessuale")
- Paradise
- Virginland
- Marietta
- Shoemakersville
Ma chi gli ha dato i nomi?
La nostra visita inizia il sabato mattina a Lancaster, il capoluogo della contea. In realtà Lancaster non ha nulla di bello e tantomeno di Dutch tranne il mercato coperto ma che non vale di certo il viaggio.
Decidiamo, quindi, che Lancaster sarà solo il nostro bed'n'breakfast e marciamo compatti verso la campagna.
La seconda tappa ci porta nel sorridente villaggio di "Bird in Hand" (traduzione: uccello in mano... non è colpa mia! si chiama veramente così!).
Qui visitiamo un mercatino dove Amish e non Amish vendono verdura e varie altre cose come i famosi "quilt" le bellissime coperte cucite a mano caratterizzae da colori vivaci e disegni geometrici.
Belle ma.... un solo piccolo difetto: IL PREZZO!
Rifiuteranno anche alcuni aspetti della tecnologia ma i soldi no!
Da qui ci spostiamo verso il villaggio di "Intercourse" che il Garzanti-Hazon traduce: "rapporto sessuale"...
Qui siamo sempre di più nella Amish Country e vediamo anche una caratteristica gelatiera Amish...
E' a MOTORE A SCOPPIO!
Gli Amish infatti rifiutano di essere connessi alle linee elettriche per timore di compromettersi con il mondo esterno troppo "materiale" a loro giudizio...
Non usano macchine perchè metterebbero a rischio l'unità familiare e trattori perche' rovinerebbero la terra. Per questo, lavorano la terra come ai vecchi tempi con cavalli, bardotti o muli.
In realtà qui i paesini non sono un granchè (nel senso letterale, molto piccoli) quindi decidiamo di gustarci la vera attrazione della Ducth Country: i paesaggi. Prendiamo quindi delle strade laterali per vedere le bellissime fattorie degli Amish, i carretti tirati dai cavalli etc. e scopriamo che ne valeva veramente la pena.
All'improvviso, come nei migliori (o peggiori...) film western sentiamo dei tamburi e delle voci cantilenanti. Sembra assurdo ma sembrano degli indiani (nativi americani è il termine politically correct).
Proprio come avrebbero fatto Tex e Kit Carson seguiamo il suono dei tamburi e ci ritroviamo in una manifestazione della locale comunità indiana con tanto danze e canti!
Ancora sotto shock per i diversi incontri della giornata, decidiamo che l'ora di cena si e' fatta molto vicina e ci concediamo una cenetta in una brasserie a Lancaster.
Nei nostri piani, il giorno successivo sarebbe stato dedicato alla visita di Lititz ma l'alta percentuale di Mennoniti qui residenti e la domenica hanno svuotato la citta' e riempito le chiese...
Anche la fabbrica di Pretzel era chiusa!!!! ARRRRGGGHHH
Scoraggiati ma non sconfitti ci dirigiamo verso Ephrata per visitare un convento (di protestanti ?!?!) ormai abbandonato.
Questo convento fu fondato nel 1732 da un emigrato tedesco di nome Johann Conrad Beissel che era fuggito dalla Germania poiche' perseguitato per le sue idee religiose. Queste prevedevano il sabato come giorno santo invece della domenica e la totale imitazione di Dio da parte del devoto.
La parte spinosa dell'imitazione di Dio era che, nella bibbia, non e' mai scritto che Dio dorma o mangi quindi Beissel chiedeva (e otteneva...) ai suoi fedeli di mangiare e dormire il meno possibile...
Per ottemperare a cio' i residenti di Ephrata non potevano dormire per piu' di tre ore consecutive e potevano mangiare non piu' di un pasto al giorno (vegetariano e poco elaborato chiaramente...).
Solitamente dormivano tre ore poi si dovevano svegliare per recarsi nella sala delle preghiere per vedere se Gesu' fosse tornato sulla terra (...) e, dopo due ore di preghiera, potevano tornare a letto per altre tre corpose ore...
In piu', tanto per anticipare alcune pratiche ortopediche e per non far cadere il fedele in un sonno troppo profondo (che Beissel considerava l'anticamera del peccato), il cuscino del tavolaccio che usavano come letto era un ....... parallelepipedo di legno!!!
La comunita' di Ephrata si e' spopolata all'inizio del 1800 e nessuno si domanda come mai.
Rimaniamo sempre in tema di immigrazione tedesca e ci spostiamo a visitare il Landis Valley Museum dove vengono conservate case, negozi e officine del 18 e 19 secolo. Alcuni edifici erano gia' qui, altri sono stati spostati da altre zone della Dutch Country. Bella la scuola con una sola stanza che ci ha ricordato la "casa nella prateria" anche se qui la prateria non c'e' mai stata.
Lasciata la "calda" Landis Valley (sembra agosto) ci riimmergiamo nella cultura Amish visitando la quasi truffaldina Amish Farm.
"Truffaldina" perche' hanno semplicemente arredato una casa come (forse) uno potrebbe trovare una fattoria Amish, ci hanno aggiunto un paio di animali e un negozio. Anzi due.
"Quasi" perche' la guida si e' rivelata molto competente e ci ha spiegato molte cose che, fino ad ora, ci eravamo chiesti intensamente.
Il bilancio e' piu' per "truffaldina" che per "quasi", comunque.
Si e' fatta ormai sera e accusiamo fame e stanchezza. Ci concediamo chili e pork alla texana. Che centra con gli Amish? Niente!
Lunedi' mattina lasciamo il nostro motel e ci dirigiamo verso nord-ovest verso la zona di Reading. L'esca e' costituita dalle decorazioni che i discendenti degli immigrati tedeschi (non Amish) ancora dipingono sui loro granai. Sono dei bellissimi motivi geometrici che dovrebbero portare fortuna al possessore del granaio.
Sono molto belli ma il paesaggio ci e' piaciuto ancora di piu'. Dolci colline con fattorie intercalate tra boschi verdissimi. Ci siamo addiritture trovati d'accordo nel dire che ci ricordava l'umbria!!!
L'ora di pranzo segna anche l'ora del ritorno sotto un sole che nulla ha da invidiare a quello di agosto (grazie infinite Willis Carrier per aver inventato il moderno condizionatore...)








